Un weekend a Bruxelles

Abbiamo scelto Bruxelles per iniziare l’anno nuovo, per un semplice motivo, volevamo fare un weekend risparmiando e divertendoci.

Volo Ryanair

Partenza

Milano Malpensa (T1) a Bruxelles Zaventem

8:55 – 10:30

Ritorno

Bruxelles Zaventem a Milano Malpensa (T1)

19:10 – 20:45

Abbiamo pagato 82€ prenotando a Ottobre.

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La Grand Place e noi 

Sveglia presto per essere in aeroporto almeno 1h prima, il check-in lo abbiamo fatto online, parcheggiamo la macchina in un luogo strategico, camminiamo fino al T1 e ci affrettiamo come al solito a fare i controlli di sicurezza, e dopo relax di fronte al Gate. Così quando arrivano le hostess noi “corriamo” e ci mettiamo in fila per essere i primi.

Tante persone con pochi bagagli; noi con due zaini “grandi” super vuoti. Ci mettiamo in fila, siamo i primi, il GATE apre e siamo pronti con la carta d’imbarco e la carta d’identità, ci controllano tutto e con un sorriso, ci dicono “grazie” – eviva!!! ci siamo.

Quando partiamo ci sale l’adrenalina perchè ogni viaggio ci da tantissimo.

Le porte si aprono e noi per raggiungere l’aereo camminiamo verso la scala posteriore, perche abbiamo i numeri 24 E e 24 F, saliamo come due bambini felici quasi saltellando, siamo i primi sull’aereo, mettiamo a posto gli zaini e ci sediamo, uno di noi è sempre sul finestrino.

Ci accomodiamo e ci sembra che Ryanair non sia cosi male. Siamo a nostro agio.

Le persone arrivano, sistemano i loro bagagli e siamo finalmente tutti seduti e composti;   è ora di allacciarsi le cinture. Le hostess iniziano con i segnali di sicurezza che io sento molto attentamente; trovo che siano indispensabili – a volte crediamo che sia tutto scontato ma non si sa mai – io invece ci penso molto a certi momenti e ascolto bene i consigli di sicurezza.

Il capitano ci saluta e sentiamo che l’aereo va verso la pista indicata. Stiamo volando! Roberto è emozionato perchè voliamo, io perche tra un’ora sarò a Bruxelles. Lui ammira il meraviglioso panorama, io dormo – ho bisogno di tutte le mie energie per vivere un weekend indimenticabile.

Ci siamo vestiti come per andare in montagna, a Bruxelles fa freddissimo. Stiamo per atterrare; e come due bravi figli chiamiamo le nostre mamme cosi non si preoccupano per noi. Atterrati ci fermiamo un attimo in aeroporto per metterci il cappellino di lana, la sciarpa pesante e i guanti. Zaini sopra le spalle, e mano della mano ci sbrighiamo a cercare l’uscita – non possiamo perdere tempo.

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Waffles 

Siamo alla ricerca del pullman che ci porterà al centro della città; Roberto suggerisce il treno ma io insisto per il pullman, ho bisogno di vedere tutto e di godermi ogni secondo a Bruxelles; Roberto che ogni tanto mi asseconda, mi viene dietro e anche lui crede che sia una buona idea; compriamo il biglietto per il Bus 21 che si prende proprio in aeroporto, appena fuori, dove c’è il parcheggio dei bus, ci vuole più o meno una quarantina di minuti noi siamo scesi alla fermata Schuman https://moovitapp.com/index/it/mezzi_pubblici-line-21-Belgium-1682-775183-245010-0

Scesi alla fermata Schuman, “inizia” il nostro itinerario, tanto programmato a casa. Prima tappa il Parco del Cinquantenario molto grande, e ciò che ci incuriosisce di più è sentire i canarini sopra di noi che svolazzano da un albero all’altro in pieno inverno. Giusto il tempo di un selfie e di ammirare l’imponenza di questo parco ci siamo diretti verso il Palazzo Reale costruito nel 1788 ed è la dimora della famiglia reale belga, un carrettino di Waffle attira la nostra attenzione e decidiamo che è ora di assaggiarne uno anche perche fa troppo freddo e abbiamo bisogno di zuccheri; prendiamo uno da dividere al ciocolato – buonissimo, Voto 10 e lode.

Dopo il selfie di rito e con gli zaini ancora in spalla attraversiamo la città e a quasi 30 min di distanza troveremo il nostro hotel e il “Bambino piscione” – come ho battezzato io – la città ci piace; ci piacciono tanto i murales che colorano questa città grigia soprattutto uno in particolare che recita “The future is Europe” anche noi pensiamo che il futuro sia l’Europa e i suoi giovani.

Ammiriamo la città mentre arriviamo al Manneken Pis; la piccola statua di bronzo è il simbolo di Bruxelles, pare che questo bambino abbia salvato la città spegnendo la miccia di una bomba facendo pipì sopra. Un vero eroe. Infatti questo bambino può solo farci venire l’invidia più allucinante del mondo, perchè ha più di 1000 abiti fatti su misura. Questa tradizione inizia nel 1698 da Massimiliano Emanuele di Baviera, soprannominato “Il principe azzurro”, forse perchè era un governatore; comunque ho cercato in giro ma non ho capito perchè questo signore abbia regalato il primo abito al bambino piscione, ho letto che questo signore era un bravo Comandante, era famoso per il suo uniforme azzurro… in ogni caso grazie a questo “principe azzurro” che esiste una vera tradizione in omaggiare date celebrative, personaggi illustri, con questi piccoli abiti che sono molto carini da vedere.

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Manneken Pis

Il Manneken Pis recintato come una vera star, mille persone come noi, curiosi ma soprattutto disperati per una foto con lui.

Visto che eravamo vicinissimi al Museo abbiamo fatto un salto https://www.brusselsmuseums.be/en/museums/garderobe-mannekenpis  e siamo entrati dentro “l’armadio” di questo ragazzino, vestiti bellissimi di ogni tipo, epoca, paese e colore – troppo figo! … in più c’era un angolo con un gemello del Manneken Pis che potevamo vestire, abbiamo vestito anche noi il bambino più famoso del mondo.

E dopo tutta questa cultura abbiamo bisogno di relax in hotel almeno per lasciare gli zaini, rinfrescarci e fare anche noi pipì 🙂

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Alcuni abiti del Manneken Pis

Il nostro è un hotel a 3 stelle https://www.hotelbedford.be molto grande e molto bello, a 300 metri dal Manneken Pis e a 1km dalla Grand Place per noi davvero comodo. Abbiamo pagato per 1 notte 70€ non era proprio un prezzo basso, ma in due e cosi vicini alla Grand Place ci sembrava il più onesto. La camera è grandissima, il letto comodissimo… una nota negativa alla tv che non sintonizzava bene i canali e ad un ragazzo dello staff che non ci era sembrato molto cordiale.

Dopo una breve rinfrescata usciamo.

Qui fa sempre troppo freddo, e grigio ma c’è un qualcosa che ci piace di questa città.

Vogliamo conoscere la sede del Parlamento Europeo, prendiamo la cartina e dobbiamo arrivare in questa via, Paul Henri Spaak Building, Wiertzstraat 60, 1047 Brussel, Belgio, siamo un pò lontani ma ce la facciamo anche questa volta a piedi. Secondo noi a piedi una città la si conosce il doppio.

Dopo averci perso mille volte come sempre.

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AL e io, mentre disegnava

Dopo aver ammirato la città, le persone, i palazzi.

Siamo arrivati a questo grande edificio grigio come la città, entriamo nella Stazione Europa a chiedere informazione e ci dicono che al sabato pomeriggio sono aperti il Parlamentarium e la Casa della storia europea. Volevamo vedere l’Emiclio ma era chiuso. http://www.europarl.europa.eu/visiting/it/bruxelles/presentazione-e-visite-dell-emiciclo

Abbiamo deciso di entrare solo al Parlamentarium molto interessante, ed è gratis! 🙂 ciò che siamo ora è grazie alla storia e al passato, in questo percorso multimediale abbiamo trovato fatti storici che ci hanno commosso, che ci hanno fatto arrabbiare e che ci hanno fatto sorridere, dinamico e interattivo, alla fine del giro che sostanzialmente sono solo 3 sale, c’è lo store, ovviamente noi abbiamo comprato di tutto, e prima d’uscire ci siamo fermati al bar a deliziare la Kriek che è un birra belga con succo di ciliegia.

Usciamo dal Parlamento e fuori piove.

E’ ancora presto e vogliamo vedere il Museo del fumetto, corriamo perchè non sappiamo se riusciamo ad arrivare prima della chiusura. https://www.comicscenter.net/en/home. 

Cartina alla mano ci orientiamo tra le vie della città e in un attimo siamo arrivati. Siamo pronti ad entrare quando la nostra attenzione viene “rapita” dall’edificio di fronte, incuriositi entriamo, e un signore dietro il banchetto ci accoglie premuroso e con un inglese semplice ci spiega velocemente che quello è un’altro museo, dedicato a Marc Sleen fumettista belga creatore di “De avonturen van Nero” ha un Guinnes dei primati per aver raggiunto quasi da solo più di 200 avventure di questo eroe.

AL il signore che ci ha spiegato l’origine di questo museo ci invita a visitarlo, anche questo ad ingresso gratuito, noi da profani in questo settore cerchiamo di essere interessati anche se capiamo pochissimo ma comunque gli schizzi di Nero ci ispirano molto, ci diverte il fatto che anche lo stesso Marc fosse raffigurato come un fumetto insieme al suo personaggio, ciò che crediamo sia molto intimo e allo stesso tempo giusto da far vedere al pubblico è il suo studio dove lui creava i suoi personaggi.

Un museo piccolo e ricco di storia e passione.

Prima di uscire volevamo portarci a casa un ricordo, eravamo indecisi su che cosa acquistare, volevamo qualcosa di piccolo e personale come questo museo, così abbiamo trovato due portachiavi con il disegno di Nero. Noi quasi imbarazzati paghiamo, non vogliamo disturbare il signore AL che era preso nei suoi disegni.

Lui però con un adorabile sorriso ci spiega che non possiamo andare via senza il ricordo più importante. Noi increduli  lo seguiamo. Lui si siede e davanti a noi crea due mini fumetti per noi, ci spiega che Nero deve accompagnarci nel nostro viaggio per Bruxelles e che deve rimanere come un segno indelebile nelle nostre memorie.

Come un autografo lo abbiamo messo in un luogo a casa in cui possono vedergli tutti.

Questo è il regalo più bello che abbiamo ricevuto a Bruxelles. Ogni città ci regala davvero qualcosa, che noi custodiamo con amore e gelosia nel cuore.

Grazie di cuore AL!

Beh quasi malinconici usciamo e andiamo all’edificio di fronte, il “vero” museo del fumetto che sinceramente ci lascia un pò perplessi, manca qualcosa… quel qualcosa che abbiamo trovato di fronte da Marc…

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Dupont, Dupond e Rupom

Comunque il biglietto qui si paga e quindi il giro lo dovevamo per forza fare. Bello eh! sicuramente affascinante mettere piede in un “santuario” per molti, trovare fumetti come I Puffi e Tin Tin che tutti noi almeno una volta nella vita ne abbiamo sentito nominare. E’ una grande esperienza ricca di colori in questa città grigia.

Usciamo e contenti torniamo verso la Gran Place che non abbiamo ancora visto, e finalmente vediamo della gente, ci sembrava vuota la città, si vede che ad un certo orario la città si sveglia.

La Grand Place di sera è magica.

Adesso ho capito perche è considerata una delle piazze più belle al mondo. Patrimonio dell’umanità del Unesco. Un gran casino, tutta la gente sembra concentrata qui, per un istante me la immagino come era in origini, un mercato. Dove la gente comprava, vendeva, dove veniva a scaricare, sicuramente di grande proficuità per Bruxelles. Hanno trovato degli scritti del 1174 in cui nominano la Grand Place del passato come un importante via che collegava due regioni prospere, Fiandre e Renania.

Ciò che vediamo ora è l’insieme di un passato non troppo felice per questa bellissima piazza, fu bombardata, ricostruita, stili dal gotico al barocco addobbano le case delle corporazioni, l’Hotel de Ville e la Maison du Roi.

Che belli tutti i ristorantini che abbelliscono la Gran Place, sembra che tutti abbiano dei menù super buoni. E tra una foto e l’altra, andiamo alla ricerca di un ristorante con dei prezzi abbordabili.

Il ‘T Kelderke ci piace… la piccola cantina ha un menù turistico appetibile alle nostre tasche che soddisferà speriamo la nostra fame, ecco il menù:

Moules marinières, Jambonneau caramèlisè, mousse au chocolat, pane, burro e buona birra.

Una cena deliziosa per proseguire il nostro viaggio.

Per i turisti i diversi bar offrono ad un ottimo prezzo un assaggio di birre belga. 12€ per 6 bicchierini. Super buono!

Nel frattempo che gustavamo le birre, parlavamo di come questa città ci ha sorpreso, e nonostante fossimo ancora li, volevamo già tornare magari per vedere lo splendido tappeto di fiori ad agosto. Bella bella!

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Degustazione di birre

Felici di questa giornata grigia ma colorata e gustosa, strada facendo verso l’hotel ci soffermiamo per un waffle.

Siamo davvero felici qui!

Domenica sveglia presto, zaini in ordine e siamo pronti per andare via, abbiamo ancora qualche ora per goderci la città.

Lasciamo gli zaini custoditi in hotel e ci dirigiamo verso il primo baretto che troviamo per far colazione. Cioccolata calda e waffle caldo per cominciare la giornata.

A stomaco pieno camminiamo verso il bus 88 che ci porterà all’Atomium, l’autista del bus simpatico e disponibile ci spiega che il biglietto è valido per 90 minuti, almeno quello abbiamo capito noi, comunque abbiamo capito che fa capolinea ad Heysel nei presi dell’atomium per 15min rimane fermo e poi riparte; quindi l’idea era questa visto il freddo e visto che volevamo vedere altre cose… arrivare li, scendere di corsa, fare la foto e riprendere il bus.

Siamo una bella squadra, quindi siamo riusciti a cavarcele nei tempi stabiliti.

Interessante questo Atomium. Questa costruzione in acciaio rappresenta i 9 atomi di una cella unitaria di un cristallo di ferro. Doveva rimanere li per 6 mesi invece e lì da 61 anni, ad oggi si può visitare solo in parte e comprende un ristorante.

E quasi ora!…

Di mangiare… e in questa città un’altro piatto tipico sono le patatine fritte e non solo.

Decidiamo di provare da Fritland questo cono maxi con delle creme buonissime, più due spiedini di pollo e gamberi. Sosta veloce in un negozio (credo) etnico per comprare delle bibite.

E sotto la pioggia ci gustiamo le patatine.

Mentre mangiamo andiamo verso la sorellina del “bambino piscione” quindi la “bambina pisciona” poco nota credo, perche non c’era nessuno ad ammirarla. In fondo ad un vicolo stretto la povera bimba “piscia” . Dicono che bisogna gettare una monetina nella fontana in cui fa la pipì per ottenere un favore.

Mannaggia non lo abbiamo fatto!!!

Foto e via!

E qui vicino ci sembra di essere a Milano, come la Galleria Vittorio Emanuele II anche qui a Bruxelles ci sono le Gallerie Reali Saint-Hubert, una galleria commerciale coperta dal 1800 in stile rinascimentale ospita negozi di tutti i generi, questo stile ha ispirato le più famose gallerie del mondo.

Tornando verso la Grand Place ci fermiamo a conoscere la Concattedrale di San Michele e Santa Gudula   .

E’ il principale luogo di culto cattolico di Bruxelles.

Con il Museo del cioccolato si conclude il nostro viaggio a Bruxelles; 6€ a persona, ma carino soprattutto perche c’era del cioccolato dei vari luoghi del mondo in cui viene coltivato che si poteva assaggiare. La storia del cioccolato dai Maya alla conquista dell’Europa, dalla scultura di cioccolato del Manneken Pis ad oggetti appartenuti ai nobili francesi.

Bruxelles la si può vedere e conoscere in un weekend, serve solo una buona organizzazione e tanta voglia di camminare e divertirsi. Con un itinerario o improvvisando una città può diventare magica. Perchè viaggiare vuol dire vivere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Categorie:cibo, famiglia, FLY with us, foto, viaggi

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  1. Gradito il tuo scritto, inoltre piacere di conoscerti!

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